Russia - siete stati voi a spaccare la società ucraina

 

 

Russia all’Occidente: siete stati voi a spaccare la società ucraina

 teleSUR-RT-RiaNovosti/MARL,  3 Marzo de 2014

 

Il Ministero Esteri russo condanna la pretesa dell’Occidente di apparire un “salvatore”, quando si sa molto bene come ha causato la crisi in Ucraina”, attaccando tutte le azioni legali messe in campo dal potere legittimo, rappresentato allora dal deposto Capo del Governo, Viktor Yanukovich.

Il Ministro Serguei Lavrov, ha denunciato questo lunedì le potenze occidentali come  le principali responsabili della crisi sociale che oggi soffre l’Ucraina, affermando che “chi parla oggi di una aggressione (della Russia) sono proprio quelli che hanno polarizzato la società ucraina”.  

Durante il suo intervento nella 25° sessione del Consigli dei Diritti Umani dell’ONU, ha condannato che Paesi come gli USA, la Francia e il Regno Unito “cerchino di presentare la situazione (in Crimea) come un’aggressione (russa) e s’inventino ogni tipo di sanzioni e boicottaggi”.

“Sono le stesse nazioni che in modo consistente e persistente hanno spinto le forze politiche loro vicine a lanciare ultimátum, rifiutare il dialogo, ignorare le preoccupazioni del sud e dell’est dell’Ucraina e infine finalmente, a dividere la società ucraina".

 “Alcuni dei nostri soci occidentali si sono dedicati ad appoggiare le proteste antigovernative, spingendo ad eseguire azioni aggressive, ad impossessarsi di edifici amministrativi, ad attaccare la Polizia, a saccheggiare arsenali di armi, a umillare funzionari dello Stato e a attuare grossolane irruzioni durante riti ecclesistici”.

Così Lavrov condanna che precisamente proprio per questo appoggio dell’Occidente è accaduto che le zone centrali di Kiev e di varie città dell’ovest sono state occupate da nazionalisti radicali armati, con parole d’ordine estremiste, antirusse e antisemite".

Per questi motivi, Lavrov ha difeso la decisione del suo Governo di considerare l’opzione dell’invio di militari nella regione ucraina di Crimea (sudest), con l’obiettivo di “difendere i diritti umani" della popolazione russa che qui vive e che è la maggioranza.

Il capo della diplomazia russa ha negato che queste azioni costituiscano un atto aggressivo da parte di Mosca e ha chiesto all’Occidente di smettere di usare i diritti umani come un pretesto per perseguire obiettivi geopolitici.